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Fabio Biondi ex Bettini ci scrive dalla Spagna
Di Admin (del 24/05/2007 @ 20:05:09, in Testimonianze, linkato 1133 volte)
A volte e’ proprio vero che la vita e’ veramente curiosa. Non avrei mai immaginato che qui a Madrid, dove sono per un periodo di lavoro, avrei trovato delle così belle notizie sulla mia squadra del Bettini Quadraro. Sabato scorso, mentre il mio collega tedesco era impegnato in un suo report, ho cominciato a navigare su internet alla ricerca di un po’ di curiosità calcistiche. Ad un tratto ho deciso di provare a digitare su un motore di ricerca il nome Bettini Quadraro per vedere se trovavo qualche notizia su questa società nella quale ho militato tanti anni fa. Beh, devo dire che mi si e’ aperto un mondo. Ho trovato il sito del Bettini Quadraro e ho visto che cosa meravigliosa si sta organizzando. Ho deciso quindi di chiamare Fabio Betulli per avere qualche dettaglio in più, ed eccomi qua a raccontare la mia esperienza al Bettini. L’incontro con questa società’ è stato per me molto casuale, abitando a Montemario (dall’altra parte di roma per intenderci) non avevo molte indicazioni al riguardo. Una persona a me cara, che purtroppo oggi non è più tra noi, mi disse:” vai a provare con loro, vedrai che ti troverai bene…” Feci preparazione e periodo di prova e venni tesserato, entrando a far parte del mondo di questa società Al bettini ho giocato due anni nell’under 18 regionale, nel 1986 (l’ultimo anno in cui si giocò sul vecchio campo di Cinecittà e 1987. Devo dire che la stagione che ricordo con più gioia e’ stata la prima, posto che l’anno dopo a causa di infortuni e della maggiore lontananza del campo da casa mia non ho giocato molto. Che dire della squadra del 1986, era una buona squadra. L’allenatore era il Mister Attilio Pieri, e, oltre al sottoscritto, ne facevano parte Fabio Botti come fuori quota, a mio avviso, ma credo di tutti, un grande centrocampista che faceva la differenze, il nostro libero Caracoi, classe ed eleganza, Paolo Ulisse, Gabriele, Cerulli e Armandino (non ricordo il cognome) e altri che mi perdoneranno, ma di cui non ricordo i nomi. La squadra, che sostituiva quella dell’anno precedente che se non ricordo male era stata fortissima. Dopo un inizio non facilissimo abbiamo preso a marciare bene e abbiamo fallito l’accesso alla fase finale per veramente poco. Non mi posso scordare, infatti, quella maledetta partita in casa nostra contro il Cinthia Genzano. Attaccammo per circa 88 minuti su un campo paludoso, ci furono miracoli del portiere avversario, qualche errore di troppo sottoporta e all’ultimo prendemmo un goal in contropiede con un tiro cross di un avversario che se ci riprova 100 volte non prende neanche lo specchio della porta. Ma come si dice, la palla e’ rotonda e perdemmo cosi la possibilità di accedere alle finali. E’ curioso come questa società sia rimasta in me come qualcosa di importante anche se completamente avulsa e lontana dalla mia vita (ripeto non abito nel quartiere, ma completamente dall’altra parte della città). Però se ci rifletto non e’ curioso per niente. Il Bettini, a mio avviso, e’ stato qualcosa di importante per ognuno dei suoi giocatori. Il Presidente, lo staff dirigente e gli allenatori, hanno sempre trattato i propri ragazzi come qualcosa di serio ed importante. E’ vero, volevano da noi serietà e responsabilità sia nel comportamento sul terreno di gioco che fuori (il Presidente ci teneva che noi non trascurassimo gli studi), facendo capire, a noi ragazzi in un’età cosi importante, che le nostre azioni, la serietà nel mantenere gli impegni assunti avevano effetti non solo su noi stessi, ma anche sui risultati di tutto il gruppo di cui facevamo parte. Se ci pensate bene per dei ragazzi di 17-18 anni questo non e’ da poco (mi capita a volte sul lavoro di vedere che gente ben più grande non l’ha ancora capito…). In ultimo concediamoci il pavoneggiamento. Quando dicevi alla gente che te l’ho chiedeva che giocavi nel Bettini e loro ti facevano in complementi, in fondo era bello. Detto questo non voglio tediarvi di più, permettetemi solo di ringraziare Fabio Betulli e tutto il comitato organizzatore per la stupenda iniziativa che stanno realizzando. Lato mio mi sarebbe piaciuto aiutarli più attivamente, ma il lavoro mi tiene qui a Madrid. Farò di tutto, in ogni caso, per essere a Roma il fine settimana del’anniversario. Un saluto a tutti i bettiniani e hasta luego. Fabio Biondi Madrid 22 maggio 2007