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Che serata ! Nella vita capitano tante cose ma non a tutti succede di ricevere un giorno una telefonata che ti riporta indietro di 35 anni."Che fai vieni?Ci sono anche Di Stasi,Quintiliani"......non importa chi c'è.Sono a trecento chilometri ma verrei anche a piedi.E chi se lo perde Bastiano(Lelli)che ti riabbraccia come un padre o Mosconi che è più"matto di allora".Non ci siamo mai lasciati se ancora oggi c'è il rimpianto per quel rigore ..."che se entrava eravamo Campioni d'Italia".Alla fine della serata mi sono convinto che quel rigore era entrato perchè il gol lo abbiamo fatto noi quella sera in cui abbiamo scoperto che l'affetto e i valori che il Bettini ci ha insegnato sono rimasti gli stessi.Grazie Tabacchiera, artefice della serata;spero che la nostra cena sia d'esempio per tutti gli altri"fortunati" che hanno fatto la storia di questa società. La prossima volta la speranza è questa. Bruscolini Roberto
 
in un mondo che avvolge come giudice impietoso, nelle sue nere spire la dolcezza del mondo, che perde nei suoi gelidi meandri i veri valori della vita appare, come un naufrago esausto, la viva luce della speranza. Questa speranza che troppe volte ci è stata reclusa ora è lì, in quei campi, tra quel sudore, tra quelle corse, in quel dolce batticuore che sempre, inesorabilmente, ci rende uniti, pronti a lottare per un ideale, che finalmente ci fa sentire liberi, indomiti eppur domati, palpitanti eppur sereni. Com’è dolce poter gridare quel nome, com’è caldo quell’abbraccio che emana dagli occhi velati di commozione, è così vivo, così reale da sentirlo palpabile nell’aria, da trasmettersi in essi per dargli tutto il nostro coraggio, la nostra forza, la nostra speranza. Tutto si perde, si dimentica, in quel verde prato, in quell’affannarsi, nel dare sempre col cuore il meglio di se stessi. Questi sentimenti fino Ad ora sconosciuti si sono incisi in noi con il marchio indelebile dell’amore. E Lei, come il più bianco vessillo, è il simbolo di questa fede, è l’essenza stessa di essa. Grazie Presidente, grazie per queste meravigliose sensazioni, per averci ammesso in questa sua grande famiglia, per poter far parte di essa, per poter dire sempre e con orgoglio: Forza Bettini
 
E' così AMICI DEL BETTINI quello vero siamo noi , e ne ho avuto conferma venerdì ultimo scorso quando ci siamo visti per mettere a fuoco la parte organizzativa del 09 giugno prossimo. A parte Fabio Betulli , i presenti si conoscevano per fama o per sentito dire , ed era presente la generazione di IERI , IERI L'ALTRO e quella più remota degli inizi del Bettini . E tutti come una buona tradizione familiare siamo cresciuti ed abbiamo cresciuto generazioni di aspiranti calciatori con un unico scopo finale , quello di consegnarli alla società Campioni ed esempi di moralità e lealtà di vita. Alcuni di loro , con nostra fiera soddisfazione, hanno raggiunto anche il traguardo più ambito e sognato , quello di calcare i campi verdi degli stadi di società professionistiche , e nessuno tra i più fortunati e i meno possono dimenticare il padre putativo di questa società LILLO IMBERGAMO , a cui va credo il nostro più grande pensiero , in questi momenti così difficile e il GRAZIE più caloroso e sincero per tutto quello che ci ha dato. Mi auguro che il pensiero di Fabio possa avere sabato prossimo il successo sperato , anche perchè ha impegnato tutto se stesso per la riuscita di questa manifestazione, e chissà che non si possa ritornare anzichè in campo per un giorno più spesso , anche perchè tutto può passare ma il BETTINI RESTA E RESTERA' PER SEMPRE INDELEBILE NEI NOSTRI CUORI. Ciao a tutti Enrico Pisani
 
Sono veramente contento di questa iniziativa che state portando avanti,per me è veramente un onore aver giocato per molti anni nel MITICO bettini dove ho imparato molto e che mi ha aiutato a raggiungere , grandi soddisfazioni. Faccio a tutti voi i complimenti per quello che state realizzando e cerchero' di essere presente il 9 giugno alla festa del bettini quadraro e di reperire a breve documentazione fotografica e articoli che devo tirar fuori dal cassetto dei ricordi che possono essere di aiuto per implementare il sito. Da qualche giorno sto visitando il sito e se vi puo' essere di aiuto ,anzi mi sono tornati in mente alcuni giocatori e allenatori che non avete menzionato come Pierpaolo Ulisse che formava con me la coppia difensiva centrale dai giovanissimi fino alla juniores,Botti Enrico,Tozzi Marco....Vladimiro Valdarchi che mi ha allenato per diversi anni..... Cerchero' ,per quanto possibile, di dare il mio contributo per la buona riuscita della festa del 9 giugno. Un saluto a tutti Voi. Fabrizio Carracoi
 
Salve a tutti sono un ex giocatore del Bettini mi chiamo Erminio Rossi (classe 1981) ed ho militato nella gloriosissima società negli anni 1986-1998. Mantengo ancor oggi vivo il ricordo di tutte le situazioni, le emozioni e anche le delusioni (calcistiche) che ho vissuto con la mitica maglia del Bettini. Ricordo ancora il primo giorno di scuola calcio con il mister Rossi, il mio primo campionato sotto età con il mister Amiconi e i 2 indimenticabili tornei in Sicilia ed in Francia rispettivamente con i mister Fracassi e Bottini. Volevo solo farvi i complimenti per aver allestito questo sito. Come avrò la possibilità vi manderò delle foto riguardanti la squadra di allora. Spero di riuscire a venire il 9 giugno per festeggiare con voi i 60 anni di Calcio di una delle società più gloriose di Roma alla cui presidenza non c' era un presidente come tutti gli altri ma un Uomo che ha sempre dato tutto se stesso per il Bettini come un padre fa per il proprio figlio. Forza presidente Imbergamo!!! Forza LILLO!!!
 
Il racconto del Bettini inizia nel 1947. Un gruppo di ragazzi che si vedeva nella sezione del Pci di via Cincinnato decise di mettere su una squadra di calcio. Stabilirono una sottoscrizione di mezza lira a testa e battezzarono la squadra col nome del giornale dei comunisti: Unità Quadraro. Il punto di ritrovo era il Bar Carfagna, all'incrocio tra via dei Quintili e via dei Lentuli, mentre gli allenamenti e le partite ufficiali si svolgevano al Sant'Anna. Il primo torneo Uisp portò la squadra in finale contro l'Andrea Doria di Lionello Cianca. Non essendo un club di santarellini (nel termine più vivace e buono del significato) o forse perché il Quadraro era ed è il Quadraro, tutto prese subito una piega alquanto movimentata. Il Bettini aveva all'epoca un portierone che era una saracinesca, tutti lo chiamavano Bandone, una sicurezza assoluta, ma alla vigilia del torneo non trovò di meglio che mettersi nei guai. "A Li', (Calogero Imbergamo,-vedi foto- Presidente e Fondatore-Lillo per tutti) corsero a dirgli gli amici, se so' bevuti Bandone". Questa piccola rievocazione mi porta indietro con la memoria (essendo nato nel quartiere e avendo conosciuto la realtà Bettini Quadraro -ndr-) e mi dà modo di apprezzare la tanta e genuina passione di quei ragazzi, appena usciti dall'incubo di una guerra mondiale e dalla miseria piu' nera, per lo sport, per la loro borgata, ed in particolare per il calcio. Sabato 9 giugno 2007, la Società e l'organizzazione vuole esaudire una richiesta del Presidente Imbergamo, quella di voler festeggiare il desiderio dei tanti giovani, fondatori (pochi rimasti purtroppo), e dirigenti che si sono alternati nei vari campionati, per rievocare ed onorare i colori del Bettini Quadraro. Gli "Amici del Bettini Quadraro" ed il sottoscritto, salutano Lillo che non potrà essere presente (ci auguriamo il contrario) per "importanti" motivi di salute personale, cercando di organizzare l'evento cosi' come lui avrebbe voluto. Auguri da tutti noi Lillo! uomodellastrada_1948
 
A volte e’ proprio vero che la vita e’ veramente curiosa. Non avrei mai immaginato che qui a Madrid, dove sono per un periodo di lavoro, avrei trovato delle così belle notizie sulla mia squadra del Bettini Quadraro. Sabato scorso, mentre il mio collega tedesco era impegnato in un suo report, ho cominciato a navigare su internet alla ricerca di un po’ di curiosità calcistiche. Ad un tratto ho deciso di provare a digitare su un motore di ricerca il nome Bettini Quadraro per vedere se trovavo qualche notizia su questa società nella quale ho militato tanti anni fa. Beh, devo dire che mi si e’ aperto un mondo. Ho trovato il sito del Bettini Quadraro e ho visto che cosa meravigliosa si sta organizzando. Ho deciso quindi di chiamare Fabio Betulli per avere qualche dettaglio in più, ed eccomi qua a raccontare la mia esperienza al Bettini. L’incontro con questa società’ è stato per me molto casuale, abitando a Montemario (dall’altra parte di roma per intenderci) non avevo molte indicazioni al riguardo. Una persona a me cara, che purtroppo oggi non è più tra noi, mi disse:” vai a provare con loro, vedrai che ti troverai bene…” Feci preparazione e periodo di prova e venni tesserato, entrando a far parte del mondo di questa società Al bettini ho giocato due anni nell’under 18 regionale, nel 1986 (l’ultimo anno in cui si giocò sul vecchio campo di Cinecittà e 1987. Devo dire che la stagione che ricordo con più gioia e’ stata la prima, posto che l’anno dopo a causa di infortuni e della maggiore lontananza del campo da casa mia non ho giocato molto. Che dire della squadra del 1986, era una buona squadra. L’allenatore era il Mister Attilio Pieri, e, oltre al sottoscritto, ne facevano parte Fabio Botti come fuori quota, a mio avviso, ma credo di tutti, un grande centrocampista che faceva la differenze, il nostro libero Caracoi, classe ed eleganza, Paolo Ulisse, Gabriele, Cerulli e Armandino (non ricordo il cognome) e altri che mi perdoneranno, ma di cui non ricordo i nomi. La squadra, che sostituiva quella dell’anno precedente che se non ricordo male era stata fortissima. Dopo un inizio non facilissimo abbiamo preso a marciare bene e abbiamo fallito l’accesso alla fase finale per veramente poco. Non mi posso scordare, infatti, quella maledetta partita in casa nostra contro il Cinthia Genzano. Attaccammo per circa 88 minuti su un campo paludoso, ci furono miracoli del portiere avversario, qualche errore di troppo sottoporta e all’ultimo prendemmo un goal in contropiede con un tiro cross di un avversario che se ci riprova 100 volte non prende neanche lo specchio della porta. Ma come si dice, la palla e’ rotonda e perdemmo cosi la possibilità di accedere alle finali. E’ curioso come questa società sia rimasta in me come qualcosa di importante anche se completamente avulsa e lontana dalla mia vita (ripeto non abito nel quartiere, ma completamente dall’altra parte della città). Però se ci rifletto non e’ curioso per niente. Il Bettini, a mio avviso, e’ stato qualcosa di importante per ognuno dei suoi giocatori. Il Presidente, lo staff dirigente e gli allenatori, hanno sempre trattato i propri ragazzi come qualcosa di serio ed importante. E’ vero, volevano da noi serietà e responsabilità sia nel comportamento sul terreno di gioco che fuori (il Presidente ci teneva che noi non trascurassimo gli studi), facendo capire, a noi ragazzi in un’età cosi importante, che le nostre azioni, la serietà nel mantenere gli impegni assunti avevano effetti non solo su noi stessi, ma anche sui risultati di tutto il gruppo di cui facevamo parte. Se ci pensate bene per dei ragazzi di 17-18 anni questo non e’ da poco (mi capita a volte sul lavoro di vedere che gente ben più grande non l’ha ancora capito…). In ultimo concediamoci il pavoneggiamento. Quando dicevi alla gente che te l’ho chiedeva che giocavi nel Bettini e loro ti facevano in complementi, in fondo era bello. Detto questo non voglio tediarvi di più, permettetemi solo di ringraziare Fabio Betulli e tutto il comitato organizzatore per la stupenda iniziativa che stanno realizzando. Lato mio mi sarebbe piaciuto aiutarli più attivamente, ma il lavoro mi tiene qui a Madrid. Farò di tutto, in ogni caso, per essere a Roma il fine settimana del’anniversario. Un saluto a tutti i bettiniani e hasta luego. Fabio Biondi Madrid 22 maggio 2007
 
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